LA Z.P.S.

TUTTO EBBE INIZIO COSI’

(tratto da http://www.torinobirdwatching.net ….Quando nel maggio del 2007 il primo birdwatcher visitò casualmente la zona Ronchi nel Comune di Montanaro (TO) non poté credere ai suoi occhi: ovunque volgesse lo sguardo si potevano scorgereStrillozziAverle piccole e Cutrettole affaccendate nella riproduzione. Non specie banali, ma specie che sono di osservazione rara in tutto il Piemonte!

Ovunque risuonavano i canti della Quaglia e dell’Allodola e i richiami del Gruccione. In cielo PoianeNibbi bruniLodolai e Gheppi perlustravano il territorio a caccia di prede. Insomma un clima a cui, nella moderna e banalizzata pianura padana piemontese, nessuno è più abituato.

Da quel giorno è passato parecchio tempo. I birdwatchers e gli ornitologi torinesi hanno raccolto molte informazioni sull’avifauna del luogo e, ad oggi, sono state censite più di 160 specie su una superficie di poco più di 2 kmq, molte delle quali di interesse conservazionistico o rare in Piemonte: Albanella pallidaGufo di paludeCalandrellaCappellacciaPispola golarossa e Averla cenerina…….).

L’iter per istituire una Z.P.S. nelle cave Ronchi di Montanaro fu avviato grazie alle oltre 1200 firme racolte dai montanaresi e grazie ad una delibera del comune di Montanaro che, insieme a quello di Caluso esprimeva parere favorevole all’istituzione trasmettendo i documenti agli uffici della Regione. Alla richiesta parteciparono anche con un apporto fondamentale le associazioni di Legambiente, EBN Italia, WWF, Lipu e Pro Natura.

– In data 15 novembre 2011 la richiesta veniva protocollata dalla Lipu.

– L’11 giugno del 2012 la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore William Casoni, approva una deliberazione (la DGR n. 14-3992 – avente ad oggetto: “Direttiva del Consiglio 92/43/CEE del 21 maggio 1992 e Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009. DD.GR n. 17-6942 del 24.9.07 e n. 3-5405 del 28.2.07. Proposta di modifica dei confini e individuazione di siti della Rete Natura 2000 nelle province di Alessandria, Torino e Vercelli”) che, in estrema sintesi, stabilisce e individua i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS), quali localizzazioni adatte alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e fauna selvatiche (in particolare gli uccelli selvatici). In particolare, il documento stabilisce per i territori di quelle tre province la variazione di perimetrazione di sette siti (di cui due in provincia di Torino, e cioè l’Orrido di Chianocco e la Palude di Romano Canavese) e l’individuazione di cinque nuovi siti. Fra questi ultimi, l’area denominata “Ronchi” a Montanaro, che diventa, dunque, ZPS.

-Il 31 ottobre 2012, sempre su proposta dell’assessore Casoni, la Giunta approva una nuova deliberazione ( la DGR n. 18-4843  – avente ad oggetto: “Direttiva del Consiglio 92/43/CEE del 21 maggio 1992 e Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009. Proposta di modifica di confini e individuazione di siti di Rete Natura 2000 nelle province di Alessandria, Torino e Vercelli e revoca della D.G.R. n. 14-3992 del 11 giugno 2012”) in cui stranamente i siti individuati a giugno vengono definiti come frutto di “una prima individuazione” e in cui si dedica particolare attenzione alla ZPS Ronchi di Montanaro che, unica fra quelle individuate a giugno 2011, viene esclusa dalle ZPS. Infatti, la ZPS di Montanaro – viene scritto in questa seconda delibera – coincide con un’area di “deponia” (ai sensi della cosiddetta direttiva “Uccelli” del Parlamento e del Consiglio Europeo del 2009). Tuttavia, scrivono dalla Giunta, sulla medesima area sono presenti due “cave attive”: la cava “I Ronchi” della ditta COGEFA Spa e la cava “I Ronchi” della ditta Cave Grup Srl, entrambe autorizzate all’esercizio dal Comune di Montanaro, rispettivamente nell’aprile 2010 e nell’ottobre 2008, con concessione fino al 2022. E, in più, tale area in precedenza – sempre come riportato in questa seconda delibera – era stata individuata da LTF come “possibile destinazione del materiale in esubero derivante dai lavori (della TorinoLione, ndr), seppure condizionata da ulteriori approfondimenti”. Seguono nel testo una serie di prescrizioni finalizzate ad approfondire le criticità ambientali del sito proposto, a cominciare dalla compatibilità all’allocazione dello smarino e dalla verifica dell’attività estrattiva in corso. Poiché, si dice, tali “prescrizioni non risultano essere ancora state ottemperate”, la Giunta ritiene opportuno revocare la DGR di giugno, individuando undici fra SIC e ZPS nelle tre province interessate ed escludendo, di fatto, la sola ZPS di Montanaro. Pare perlomeno curioso che a giugno non si richiedano approfondimenti e poi, mesi dopo, questi approfondimenti diventino improvvisamente determinanti per l’esclusione di Montanaro dalle ZPS.

-il 18 gennaio 2013 il comitato Restiamo Sani da mandato al suo legale,legale, Avv. Dott. Fragapane, di ricorrere al T.A.R. contro la revoca della Z.P.S. Il sospetto che il gruppo Sostenya, attraverso Waste Italia, SMC e l’ultima Kmverde srl, ha avuto e ha molta “influenza” su una precisa parte politica è particolarmente diffuso. Al ricorso partecipano tutti le associazioni ambientaliste presenti nell’avvio dell’iter, l’amministrazione di Caluso, l’amministrazione di Chivasso ma non quella di Montanaro. Questa particolare assenza non fa altro che alimentare i sospetti sopra elencati. I cittadini non demordono, raccolgono i 5000 euro necessari al ricorso con un’intensa attività nel paese, grazie soprattutto alla collaborazione di altre associazioni presenti sul territorio montanarese ed a Don Aldo, che interviene pubblicamente ad una assemblea e consente ai comitati di raccogliere offerte ed adesioni di fronte alla chiesa sotto Natale.

In ultima battuta i cittadini offrono con una lettera all’amministrazione l’adesione gratuita al procedimento ma, come tutti ben sapranno, la risposta fu negativa. (Lettera al comune per ricorso al tar).

IN QUESTO ARTICOLO APPARSO SU UNA TESTATA ON LINE UNA RICOSTRUZIONE ESTREMAMENTE INTERESSANTE  DELLA VICENDA: (link)

Restano senza risposta le domande di numerosi cittadini montanaresi rispetto quella che è stata questa vicenda:

* la Z.P.S. avrebbe potuto proteggere e preservare il paese, perchp l’amministrazione che prima era favorevole non ha voluto partecipare al rocorso al T.A.R. ?

*perchè l’amministrazione ha preso per valide le motivazioni della Regione quando si era già dichiarata contraria alla deponia dello smarino ?

*perchè l’amministrazione non ha voluto appoggiare il ricorso nemmeno a titolo gratuito offerto dai cittadini ?

Seguendo questo link potrete scaricare:

-un resoconto dell’avifauna di Montanaro (relazione_montanaro) prodotto per EBN Italia da Giacomo Assandri e Paolo Marotto al 31 dicembre 2010.

-una resentazione (montanaro2) del Sito Cava Ronchi Montanaro (PDF 7,1 Mb) prodotta per EBN Italia da Luciano Ruggieri

Rivista piemontese di Storia naturale, 34, 2013: 267-306 (PDF 850 Kb) (AssandriMarottoMontanaro)
Giacomo ASSANDRI – Paolo MAROTTO
L’avifauna della cava dei Ronchi di Montanaro (TO) e il suo interesse conservazionistico

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